Canzoni in una stanza: Chains Of Gold

CHAINS OF GOLD 

In questo episodio vi canto canzoni ispirate da libri e letteratura. Vi parlo di Shakespeare, Lewis Carroll, John Steinbeck, J.D. Salinger e Spoon River.

Qualcuno ha storto il naso mentre Bob Dylan, piuttosto riluttante, riceveva il premio Nobel per la Letteratura. 

I cantanti (sarebbe meglio chiamarli “cantautori”) non possono essere assimilabili alla categoria degli scrittori, evidentemente più meritevole di lodi. 

Eppure sono molti gli esempi di rockstar appassionate di letteratura, che hanno tratto dalle proprie letture preferite un terreno fertile di ispirazione, arrivando a scrivere brani che sono diventati capolavori in sè. 

David Bowie (ma anche Pink Floyd) e George Orwell, Jefferson Airplane e Lewis Carroll, Bruce Springsteen e John Steinbeck, Dire Straits e William Shakespeare, Joni Mitchell e Ruyard Kipling: il mondo della musica rock è pieno di riferimenti letterari anche molto colti e parallelismi interessanti. 

Ecco un excursus di storia della musica rock, connesso alla storia della letteratura. 

I Dire Straits, Bernstein e Shakespeare 

Romeo e Giulietta è indubbiamente l’opera più famosa del Bardo William Shakespeare. Gli spettacoli, i racconti, le poesie, le canzoni, i film ispirati alla storia d’amore più sfortunata della storia di certo non mancano. 

Ricordo con affetto, ad esempio, la lettura di Giulietta e Romeo di Roberto Piumini, adattamento dell’opera shakesperiana per i bambini e ragazzi italiani. E come dimenticare il biondissimo Leo di Caprio nel film diretto da Baz Luhrmann? 

Anche il mondo della musica, nel corso del XX secolo e non solo, si è lasciato ispirare dagli amanti veronesi ritratti da Shakespeare. Durante l’ultimo episodio di Canzoni In Una Stanza mi sono concentrata sulla versione della storia raccontata dai Dire Straits nel 1980, nell’album Making Movies.  

Juliet, nella canzone dei Dire Straits, si dimentica del proprio Romeo dopo aver raggiunto il successo. 

In realtà i Dire Straits si sono ispirati al famosissimo musical di Bernstein West Side Story, una sorta di traslitterazione della storia di Romeo e Giulietta in una New York dominata da gang in lotta tra loro. 

Grace Slick nella tana del Bianconiglio 

Prima di confluire nei Jefferson Airplane, la talentuosa e bellissima Grace Slick costituiva la voce di una band di San Francisco chiamata The Great Society. Grace scrisse White Rabbit, chiaramente ispirata alle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, raccontate nel 1865 da Lewis Carroll, proprio per la sua prima band. 

Il resto è storia: i The Great Society si sciolsero, Grace confluì nei Jefferson Airplane e White Rabbit finì nell’album del 1967 Surrealistic Pillow

La canzone provocò qualche malumore, dato che gli espliciti riferimenti alle avventure di Alice costituiscono in realtà espliciti riferimenti all’uso di droghe psichedeliche. Grace reagì con ironia, dicendo: “Se leggete ai vostri figli libri come Alice nel Paese delle Meraviglie, non vi dovreste stupire se da adulti useranno droghe.” 

D’altra parte le surreali avventure di Alice, interpretate nel pieno della rivoluzione culturale hippie, non potevano che avere questo esito. 

Grace Slick, in ogni caso, rende la canzone un vero e proprio riferimento letterario all’opera di Lewis Carroll, citando con maestria diversi topoi e personaggi del libro. 

Le avventure della famiglia Joad 

Nel 1939 John Steinbeck pubblicò il romanzo Furore, denuncia sociale delle conseguenze della Grande Depressione sulla popolazione. 

La storia è quella dei Joad, famiglia poverissima che dall’Oklahoma decide di trasferirsi in California alla ricerca di una vita migliore. 

Già Woody Guthrie aveva tratto ispirazione dall’opera di Steinbeck per la sua The Ballad Of Tom Joad. Bruce Springsteen, a sua volta, scrisse la bellissima canzone The Ghost of Tom Joad, trasformando la denuncia sociale di Steinbeck e Guthrie in un racconto contemporaneo della vita di alcuni senzatetto. 

Spoon River, solo andata 

Nel 1971 Fabrizio De Andrè pubblicò un concept album, coadiuvato da un geniale Nicola Piovani, tratto dall’Antologia di Spoon River, raccolta di poesie di Edgar Lee Masters pubblicata negli Stati Uniti nel 1915 e “portata” in Italia da una giovane Fernanda Pivano, con la sua straordinaria traduzione. 

De Andrè seleziona alcune poesie e trasforma in canzoni i racconti del cimitero di Spoon River. C’è il matto del paese; il giudice di bassa statura che trova il proprio riscatto dalle voci maligne della gente attraverso il proprio lavoro; un chimico solitario che muore senza conoscere l’amore; un ateo che viene ucciso a botte per il proprio stile di vita considerato corrotto; un medico dalle buone intenzioni che, per campare, finisce a truffare la propria clientela; un ottico “spacciatore di lenti”, che regala ai propri pazienti esperienze psichedeliche e surreali; un malato di cuore che muore dopo aver dato il primo bacio. In chiusura c’è il suonatore Jones, l’unico personaggio completamente onesto e libero, sia in vita che in morte, che non rivolse “mai un pensiero non al denaro, non all’amore, nè al cielo”. 

Io, la musica e la letteratura 

Anch’io ho spesso tratto ispirazione dalle mie letture preferite per scrivere canzoni. Nel mio primo album, New Day, inclusi Miss Drake, brano ispirato alla poesia di Sylvia Plath Spinster. In Something To Say, invece, inclusi A Letter, scritto pensando alla storia della famiglia Glass, immortalata in una serie di racconti pubblicati da J.D. Salinger sulla rivista The New Yorker e culminata in Franny and Zooey

Il mio terzo album, Canzoni Per Vivienne, è invece interamente ispirato alla storia di Vivenne Haigh-Wood, scrittrice e prima moglie di T.S. Eliot, morta in un manicomio e senza, purtroppo, aver lasciato il segno con le proprie opere. 

In conclusione… 

Musica e letteratura, da secoli, costituiscono un connubio di successo. 

In questo articolo avrei potuto parlarvi di moltissimi altri esempi di tale fortunata unione. 

Per concludere, però, tornerò semplicemente all’immagine citata in apertura: Bob Dylan che riceve il premio Nobel per la Letteratura. 

Questa tappa nella storia della musica costituisce un punto di non-ritorno. Finalmente, forse, musica e letteratura possono godere della stessa considerazione. Finalmente possiamo attribuire un valore letterario in sè ad una canzone.

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